La Regolazione Emotiva: Tronick Rules!

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di Milko Prati e Ilaria Merici

[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/1″][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_facebook type=”button_count”][vc_tweetmeme type=”horizontal”][vc_googleplus type=”medium” annotation=”bubble”][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/1″][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][vc_column width=”3/4″][vc_column_text css_animation=”left-to-right”]Il 28 e 29 novembre 2014 l’Università Bicocca di Milano ha ospitato una tra le più illustri personalità del mainstream internazionale nel campo della ricerca infantile: Ed Tronick.

Nel corso della prima giornata del convegno, Tronick ha affrontato il tema della regolazione emotiva in una prospettiva evolutiva e relazionale, mostrando alla platea numerosi contributi filmati relativi al paradigma dello Still Face, da lui ideato sul finire degli anni ’70 del secolo scorso.

Nell’interazione madre-bambino, ciascuno tenta di aumentare la coerenza del significato che attribuisce a se stesso, all’altro e a ciò che fanno insieme. Quando l’interazione è ben regolata sul piano diadico, emerge un significato del mondo più coerente e complesso. Per effetto dell’induzione del significato nell’altro, mamma e bambino tentano di adeguare il proprio comportamento per mantenere uno stato diadico coordinato. Il volto immobile (Still Face) è un esempio di mancata creazione di uno stato diadico di coscienza e di dissipazione dello stato di coscienza dell’individuo. Il destinatario dello Still Face deve costruire un significato affidandosi soltanto alle proprie capacità di autorganizzazione.

Lo Stato di Coscienza (SOC) è definito da Tronick uno stato psicobiologico con un’organizzazione complessa e particolare di corpo, cervello, comportamento ed esperienza. È un insieme particolare di significati impliciti ed espliciti, intenzioni e procedure. Gli stati di coscienza sono la conoscenza privata, sempre mutevole che il soggetto ha del mondo e la sua relazione con essa. Il contenuto di uno stato di coscienza è anche una previsione di come muoversi nel futuro.

Gli Stati diadici di Coscienza (DSC) si realizzano quando si creano nuovi significati che vengono inglobati negli stati di coscienza di entrambi i soggetti. Gli stati di coscienza vengono creati da un sistema regolatorio diadico che opera per formare un significato nell’individuo e tra gli individui: riuscendo a regolare il significato si ottengono stati diadici di coscienza.

La coerenza e la complessità del senso che ciascun individuo attribuisce al mondo arrivano così a crescere, processo che Tronick ha identificato come Modello di Espansione Diadica della Coscienza. Il Modello prevede che vi sia crescita, nello sviluppo normale come in terapia, quando due soggetti interagiscono in maniera da determinare l’emergere di un nuovo significato. Nel modello di espansione diadica, si assiste alla co-creazione di nuovi significati nel corso dei continui scambi di significati adeguati all’età legati al modo in cui ciascun individuo interpreta il mondo.

L’essere umano è visto come un sistema aperto che co-crea significati sia internamente, nel proprio mondo privato, sia con gli altri, nel mondo relazionale, per modificare i propri stati di coscienza, stati in cui il soggetto, istante per istante, sta e agisce nel mondo. La co-creazione del significato è un processo continuo e graduale: gli esseri umani, per continuare a esistere devono mantenere o addirittura aumentare la propria coerenza e complessità.

Man mano che i significati emergono, passando da un livello all’altro, assumono nuove proprietà emergenti: nessun livello è privilegiato rispetto a un altro. Introducendo questo ultimo concetto, Tronick ha invitato la platea a seguire la seconda giornata del congresso.

Le forme di significato degli stati di coscienza si realizzano  a diversi livelli:

  • Simbolico
  • Emotivo
  • Corporeo

La terapia deve tenere conto di ciascuno di questi livelli di significato: è il processo di cambiamento dei significati biopsicologici che consente la crescita e aumenta la complessità del senso di sè nella relazione con gli altri, con il mondo e con se stessi.

Come nel processo evolutivo del bambino, l’obiettivo della psicoterapia è modificare e ampliare quello stato di coscienza del paziente, quel senso privato del mondo, che limita l’espansione e il coinvolgimento, attraverso  cambiamenti di significato  a tutti i livelli, da quelli legati al corpo a quelli legati alla consapevolezza.

Come nella coppia madre-bambino, nella relazione terapeuta-paziente il significato è trasmesso con molteplici modalità (simboli, emozioni, corpo) e, pertanto, al terapeuta sarà richiesta una particolare attenzione nel saper cogliere quale significato si sta co-creando di volta in volta con il paziente.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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