LE SCELTE CHE NON HAI FATTO

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[vc_row][vc_column width=”1/1″][vc_column_text]di Marta Vittoria Ferrari

“Quando facciamo una scelta – che si tratti di amore, casa, figli – il più delle volte non è il 100% di noi a decidere: spesso, anzi, è un risicatissimo 51%. Una parte non piccola di noi continua ad essere innamorata dell’uomo che stiamo lasciando, dell’appartamento da cui stiamo traslocando, del mondo che stiamo abbandonando”.

E’ questo l’incipit con cui si apre il romanzo di Maria Perosino, Le scelte che non hai fatto, edito da Einaudi.

Un romanzo che invita a riflettere sulle scelte e sul modo in cui le prendiamo, siano esse grandi o piccole.

Nella realtà quotidiana, la possibilità di scegliere con certezza assoluta la soluzione migliore, non ci è data. La scelta perfetta è solo un’ideale e come tale, per definizione, è inesistente e irraggiungibile.

Le nostre scelte sono sempre basate su euristiche ovvero sulla ricerca di una soluzione che non segue un percorso predefinito, ma le indicazioni momentanee che si sviluppano durante la ricerca stessa. Ci si avvale, quindi, dell’intuito e dell’analisi dello stato temporaneo delle circostanze presenti nello scenario del momento.

La riflessione della protagonista del romanzo, per cui a volte si sceglie con un risicatissimo 51%, è pertanto confermata.

Ma cosa succede quando questa modalità di scelta è estremizzata?

Ai poli opposti troviamo soggetti che operano scelte impulsive o che rimandano la scelta fino a quando non sono sicuri che sia proprio quella giusta.

In questi casi non si tratta di stile personale, che vede la grande ripartizione tra coloro che sono definiti soggetti dallo stile prudente o dallo stile rischioso, ma di vere e proprie difficoltà psicologiche che possono compromettere la qualità della vita.

Il soggetto con uno stile di scelta prudenziale, tende ad avere la necessità di maggiori garanzie, prima di prendere una decisione. Non si sentirà sicuro del 51% a favore e aspetterà il momento propizio per una percentuale di sicurezza maggiore prima di fare una scelta, ma comunque arriverà a farla. I soggetti perfezionisti invece tenderanno ad aspettare un grado di sicurezza quasi corrispondente al 100%. Le convinzioni perfezionistiche determineranno così nella vita di queste persone grande dispendio di tempo ed energia, nonché un significativo carico d’ansia. All’ordine del giorno ci saranno comportamenti di controllo e di rassicurazione, ripetizioni, correzioni e rinunce.

Le scelte quindi sono evitate o rimandate costantemente, a causa di una notevole difficoltà a prendere una decisione che comporta la possibilità di commettere un errore.

Il perfezionismo patologico è una caratteristica che accomuna differenti quadri clinici come il Disturbo Ossessivo – Compulsivo, la Depressione, la Fobia Sociale, il Disturbo d’Ansia Generalizzata e i Disturbi Alimentari.

E i soggetti impulsivi? Non se la cavano meglio nemmeno loro. A differenza del soggetto con stile Rischioso, che prende decisioni con relativa tranquillità nonostante il risicato 51%, il soggetto impulsivo tende ad agire prima di pensare. La sua percentuale di scelta si abbassa ben sotto il 51%. In questo scenario la capacità di risoluzione di un problema (problem -solving) è difficile da gestire a causa di una crescente tensione interna che porta ad azioni irrazionali, non mediate e ponderate. Le conseguenze di simili comportamenti hanno effetti disastrosi non soltanto sull’ambiente della persona ma anche sullo stato emotivo della persona stessa che lotterà con sensi di colpa, ansia e rabbia autodiretta.

In entrambi gli scenari, assistiamo a emozioni dolorose e a un calo di qualità della vita che, ironia della sorte, grazie ancora a una scelta, possono cambiare.

Sulla copertina del romanzo troviamo l’immagine di una donna tra due frecce in direzioni opposte e la frase:“Ognuno di noi è la sua storia. Anzi le sue storie, comprese quelle non vissute”

Si tratta quindi di decidere di costruire una nuova storia, se quelle vissute fin ora ci hanno lasciato con l’amaro in bocca.

Bibliografia

  • Maria Perosino, Le scelte che non hai fatto. 2014, Einaudi.
  • Marsha Linehan, Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo bordeline. 2011 2° edizione. Raffaello Cortina Editore
  • Martin M. Antony, Richard P. Swinson, Nessuno è perfetto. Strategie per superare il perfezionismo. 2008. Eclipsi Editore

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