DUBBI SUL SÉ? … CORRI AL LAGO!

LE SCELTE CHE NON HAI FATTO
9 Ottobre 2014

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di Ilaria Merici, Milko Prati

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Appartiene all’individuo o è un fenomeno intersoggettivo?

Come si sviluppa e matura?

 

Queste le domande che il VI Convegno organizzato dalla FIAP (Federazione italiana delle Associazioni di Psicoterapia) ha affrontato nelle giornate a Riva del Garda dal 3 al 5 Ottobre 2014. La lente di ingrandimento è stata messa sul tema del Sé dal punto di vista delle Neuroscienze, della Psicopatologia e della Psicologia dello Sviluppo.

Il punto di vista delle Neuroscienze è stato affrontato partendo dalle recenti ricerche e pubblicazioni di due autorevoli relatori: Antonio Damasio e Vittorio Gallese.

Damasio, neuroscienziato, neurologo e psicologo di fama mondiale, è noto per aver formulato teorie che legano i processi emotivi a specifiche aree neuronali e per aver dimostrato l’implicazione delle emozioni nel processo decisionale. In due momenti dedicati, a partire dal suo libro Il sé viene alla mente, ha descritto il modo in cui il sé emerge dalla radice dell’esperienza sensoriale, riferendosi alla metafora di un’orchestra che crea il proprio direttore non appena comincia l’esecuzione.

Ha poi approfondito con esempi chiari e legati all’esperienza quotidiana come le emozioni possano influenzare le decisioni. I sentimenti, intesi come il sentire – feeling – aprono la strada all’apprendimento delle situazioni e permettono di scegliere comportamenti futuri adeguati, consentendo di fatto di raggiungere un livello di regolazione superiore, il sentimento della paura, rispetto a meccanismi regolatori automatici, ad es. attacco/fuga.

Vittorio Gallese, neuroscienziato e Professore Ordinario di Fisiologia presso l’Università degli Studi di Parma, fa parte del gruppo di scienziati che ha scoperto l’esistenza dei neuroni specchio. Ha mostrato il sé come un fenomeno intersoggettivo, descrivendo il processo della simulazione incarnata (“embodied simulation”), cioè la capacità di creare uno spazio condiviso tra noi e gli altri a partire dall’attività dei neuroni specchio. “La teoria della simulazione incarnata non implica necessariamente che noi esperiamo gli specifici contenuti delle esperienze altrui: implica che esperiamo gli altri come persone che hanno esperienze simili alle nostre.”

Innumerevoli sono stati i contributi sul tema del Sé nell’ambito della Psicopatologia, che spaziavano tra diversi orientamenti clinici, tra cui la Gestalt, la Bioenergetica e la Psicoanalisi.

Particolarmente emozionante l’intervento appassionato dello Psichiatra Eugenio Borgna: in dialogo senza fine con il dolore. Con estrema delicatezza e raffinati collegamenti interdisciplinari, ha permesso alla platea di attraversare il territorio del dolore senza sentirsi sopraffatta da sentimenti di angoscia e impotenza. L’uso magistrale di riferimenti alla Filosofia, all’Estetica, all’Arte e alla Poesia ha permesso a tutti noi di prendere consapevolezza dell’ineffabile esistenza delle esperienze dolorose senza, al contempo, perdere la speranza.

Nell’ambito della Psicologia dello Sviluppo, Graziella Fava Vizziello ha fornito suggestioni sullo sviluppo del sé a partire da uno studio longitudinale durato 16 anni che ha coinvolto neonati prematuri, a testimonianza dell’incessante lavoro di ricerca sulla psicopatologia dello sviluppo.

L’esperienza congressuale ci conferma ancor di più che il sé è un concetto fondamentale e che può essere condiviso in modo trasversale da diversi orientamenti psicoterapeutici. E’ certamente ancora necessario approfondire questo costrutto psicologico in evoluzione, in grado di influenzare lo sviluppo dei modelli e continuamente influenzato dalle acquisizioni della ricerca e dal confronto con altre discipline.

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